E’ la logica conseguenza del fatto che io faccio l’identica cosa con voi! Potrei scrivere qui per un millennio in assoluta e perfetta solitudine non frequentando visibilmente nessuno di voi. Non è stata una scelta e nemmeno un strategia pianificata, non avrebbe senso. Si è trattato di uno smarrimento, di una nausea profonda che è sfociata nell’incapacità di interloquire con questo ambiente.
C’è poi l’Accademia, il mondo universitario e le sue conoscenze protratte per decenni …la lettura esercitata fin da bambino e la scrittura conseguente nata nell’adolescenza. L’anonimato vero nasce da lì, dal bisogno di confondersi col mondo reale e di starne contemporaneamente fuori; non sono capace di disquisire di sintassi e poesia con i miei vicini di studi e lavoro, troppo arroganti. Comunque non c’è quasi mai niente da dire tranne i soliti complimenti, non c’è quasi mai niente da rispondere per l’imbarazzo che il gradimento o le reprimende suscitano in genere in me. Al niente corrisponde il niente.
In Sicilia l’elitarismo si pasce dell’apparente mediocrità umana circostante, ma è un’illusione fascinosa, la letteratura dei siciliani è sempre stata europea perchè “europee” e vaste sono sempre state le loro biblioteche.
Ti aggrappi a parametri inesatti. E lo sai.
RispondiEliminaNo Franco, perchè? Credo invece che quel poco pubblico che ancora resiste svanirà anch'esso nel senso che non vedendo altro che risposte scarne a monosillabi si stancherà. Il contenuto dei post? Scrivo in modo antiquato, ho una sintassi da cartaceo e non da social, sono vecchio e legato a ideologia sorpassate, i miei parametri, così come li ho descritti, sono esattissimi a mio parere.
EliminaTi manca un pubblico?
RispondiEliminaSe scrivi davvero per te stesso, non ti serve.
Se scrivi per avere conferme, devi creartelo tu stesso. Come i comici, gli attori, i cantanti e persino gli influenzer che tanto vanno di moda ai giorni nostri.
Ho creato un equivoco senza volerlo veramente ma tu mi offri la possibilità di chiarirlo.
EliminaNei primi 6 mesi del 2008 entrando in questo mondo l'idea di un pubblico mi sedusse, è innegabile. Durò poco per motivi che sarebbe lungo e stucchevole descrivere, in realtà se c'era un contesto cui io non sarei mai appartenuto per indole e cultura era questo, le conseguenze furono pesanti e durevoli...hanno lasciato tracce indelebili anche adesso e lo vedi tu stessa. La quantità spropositata di blog aperti e chiusi, le centinaia di post scritti riscritti modificati, dicono chiaramente di un uomo in conflittualità permanente con se stesso e con gli altri. Ho sempre scritto e, lo ripeto, perché scrivere mi viene naturale, è il mio modo di contattare il mondo fuori da me. Gli interlocutori erano importanti adesso lo sono meno ma del pubblico inteso come audience -visibilità ne faccio a meno con tranquillità altrimenti il mio atteggiamento di base nei contatti con gli altri blogger sarebbe totalmente diverso e non controproducente come il mio. Tu mi parli di conferme…ne ho pochissime e tutte intime e personali, di alcune traspare il riflesso negli scritti ma sono solo tracce effimere. I post li lascio in rete per narcisismo e perché talvolta rileggendoli alcuni momenti mi risultano più chiari e liberatori: la mai storia di blogger è tutta qui. Ciao Katrina
Direi che questo scritto si riallaccia a quanto riportato sul blog di Pino,ne approfondisce ancora meglio la tua posizione.Intanto però si smentisce il fatto che qui non viene mai nessuno, in fondo sai che non è proprio così e Katrina e Franco ne sono dimostrazione e anche io ti ho letto spesso qui e altrove, trovando i tuoi scritti di profonda meditazione a cui resta poco spazio per dire o aggiungere qualcosa .
RispondiEliminaRiallacciandomi poi a quell 'onestà intellettuale a cui facevo riferimento a me hai solo dato una conferma in più, accettando come aspirazione nobile quel mutamento intellettuale di certo non avvenuto ieri , a cui indole , anagrafe ed esperienza hanno contribuito a consolidare.Grazie e buona serata.
Linda
Perdonami sempre io ,riflettendo su quel "qui non viene mai nessuno"..hai mai provato ad andare te da qualcuno e leggere ciò che scrive?Credo di si ,ma mi piacerebbe se in riferimento a quanto scritto tu legga l'ultimo post di mister Loto.Grazie!
EliminaVisito spesso altri blog, lo faccio molto più spesso di quanto tu possa immaginare: però non lascio quasi mai traccia e resta quindi un piacere o un disappunto squisitamente personale.
EliminaTempo fa ricevetti un commento da Mr. Loto, una breve parola che forse era un invito a leggere da lui, oggi grazie al tuo imput sono tornato da lui ed ho letto il suo ultimo post. A lui ho risposto stamattina, se visiti il suo blog potrai leggermi là.
"L’isolamento non è un difetto sociale, ma una purificazione. L’intelletto non è fatto per la mediocrità, ma per accogliere l’Infinito...
EliminaEssere soli, dunque, smette di essere un peso. Diventa il privilegio di chi, non trovando nutrimento nelle parole degli uomini, ha imparato a dialogare con l’Eterno".
Una descrizione che non è scritta tanto per scrivere ma la si descrive perché la si conosce intimamente .A volte non si riesce a commentare ,ad aggiungere altro, c'è tutto il senso per cui si scrive e quello per cui si legge.
— Visito spesso altri blog, lo faccio molto più spesso di quanto tu possa immaginare: però non lascio quasi mai traccia e resta quindi un piacere o un disappunto squisitamente personale.
Ti ringrazio per *l'onestà .
Capisco quello che scrivi. A volte il silenzio nasce da una stanchezza profonda e da un senso di estraneità che rende difficile lo scambio. Questo spazio trasmette l’idea di una distanza scelta per restare fedeli a sé stessi, più che per chiudersi agli altri... e comunque, a volte, il vuoto può parlare quanto si fa con le parole.
RispondiEliminaCiao e benvenuto qui: a volte qualcuno interpreta correttamente quel che è avvenuto qui. Grazie.
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