lunedì 5 gennaio 2026

IL PRIMO -

Qui non viene mai nessuno. 
E’ la logica conseguenza del fatto che io faccio l’identica cosa con voi! Potrei scrivere qui per un millennio in assoluta e perfetta solitudine non frequentando visibilmente nessuno di voi. Non è stata una scelta e nemmeno un strategia pianificata, non avrebbe senso. Si è trattato di uno smarrimento, di una nausea profonda che è sfociata nell’incapacità di interloquire con questo ambiente. C’è poi l’Accademia, il mondo universitario e le sue conoscenze protratte per decenni …la lettura esercitata fin da bambino e la scrittura conseguente nata nell’adolescenza. L’anonimato vero nasce da lì, dal bisogno di confondersi col mondo reale e di starne contemporaneamente fuori; non sono capace di disquisire di sintassi e poesia con i miei vicini di studi e lavoro, troppo arroganti. Comunque non c’è quasi mai niente da dire tranne i soliti complimenti, non c’è quasi mai niente da rispondere per l’imbarazzo che il gradimento o le reprimende suscitano in genere in me. Al niente corrisponde il niente. In Sicilia l’elitarismo si pasce dell’apparente mediocrità umana circostante, ma è un’illusione fascinosa, la letteratura dei siciliani è sempre stata europea perchè “europee” e vaste sono sempre state le loro biblioteche.

4 commenti:

  1. Ti aggrappi a parametri inesatti. E lo sai.

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    1. No Franco, perchè? Credo invece che quel poco pubblico che ancora resiste svanirà anch'esso nel senso che non vedendo altro che risposte scarne a monosillabi si stancherà. Il contenuto dei post? Scrivo in modo antiquato, ho una sintassi da cartaceo e non da social, sono vecchio e legato a ideologia sorpassate, i miei parametri, così come li ho descritti, sono esattissimi a mio parere.

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  2. Ti manca un pubblico?
    Se scrivi davvero per te stesso, non ti serve.
    Se scrivi per avere conferme, devi creartelo tu stesso. Come i comici, gli attori, i cantanti e persino gli influenzer che tanto vanno di moda ai giorni nostri.

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    1. Ho creato un equivoco senza volerlo veramente ma tu mi offri la possibilità di chiarirlo.
      Nei primi 6 mesi del 2008 entrando in questo mondo l'idea di un pubblico mi sedusse, è innegabile. Durò poco per motivi che sarebbe lungo e stucchevole descrivere, in realtà se c'era un contesto cui io non sarei mai appartenuto per indole e cultura era questo, le conseguenze furono pesanti e durevoli...hanno lasciato tracce indelebili anche adesso e lo vedi tu stessa. La quantità spropositata di blog aperti e chiusi, le centinaia di post scritti riscritti modificati, dicono chiaramente di un uomo in conflittualità permanente con se stesso e con gli altri. Ho sempre scritto e, lo ripeto, perché scrivere mi viene naturale, è il mio modo di contattare il mondo fuori da me. Gli interlocutori erano importanti adesso lo sono meno ma del pubblico inteso come audience -visibilità ne faccio a meno con tranquillità altrimenti il mio atteggiamento di base nei contatti con gli altri blogger sarebbe totalmente diverso e non controproducente come il mio. Tu mi parli di conferme…ne ho pochissime e tutte intime e personali, di alcune traspare il riflesso negli scritti ma sono solo tracce effimere. I post li lascio in rete per narcisismo e perché talvolta rileggendoli alcuni momenti mi risultano più chiari e liberatori: la mai storia di blogger è tutta qui. Ciao Katrina

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