L'ho capito. Ma non ci voleva poi molto però. Le mie festività, quelle natalizie in particolare, sono diventate un guscio vuoto perchè non ho più punti di riferimento affettivi. Sono nato in una famiglia e ci stavo con tutti gli annessi e connessi; avrò mandato affanculo mio padre un centinaio di volte negli anni fra il 1971 e il 76. Tutto in regola, avevo una famiglia e quando ci si vedeva, quanto arrivavano le cornamuse e il presepe, l'albero con la neve e gli odori di cucina (non posso dirvi come si mangia a casa mia) io ero in festa. C'erano le feste altro che storie, regalucci compresi. Non è più così: non lo è più da almeno sedici anni, da quando ho spaccato il matrimonio e lei ha fatto una figlia con un altro, da quando Natale arrivava mentre io non dormivo più nella stanza accanto a quella dei miei ragazzi. Da quando io arrivavo in una casa che non era più mia per fare gli auguri... Auguri papà, un bacio papà, dove sei più tardi papà? Che me ne frega del Natale? Lo vivo da solo il Natale.... La parte etico- religiosa son fatti miei, quella umana affettiva pure ma non funziona e tutto crolla e le mie feste sono una tragedia. Prima finiscono e meglio è. Le altre donne, gli altri tempi e le mie altre vite hanno tutte questo buco nero che io scioccamente pensavo di coprire con la cultura, la famiglia alternativa, con pensieri e riflessioni profonde sull'umanità. Non funziona! Dove sei più tardi papà? Dire sono qua da voi non serve se per una vita sei stato lì accanto ma non dentro. e adesso che l'ho capito me lo dico, lo scrivo qui che tanto siamo 2 gatti a leggerci e la tristezza fa male alla salute.
da considerare che le parole hanno significati e non pretese.
RispondiEliminalieto giorno (perdona: difficile per me esser triste :)
Ciao, grazie di essere passato. Le mie parole qui hanno un significato non travisabile ma ti capisco; la tristezza mi ha compagnia da molto tempo, far finta di non vederla serve a poco.
Eliminagrazie a te.
Eliminaciaoso anno e vedi tu
Natale è la celebrazione della famiglia. La famiglia, con tutti I limiti umani di coloro che la compongono, è il nido, il focolare della intimità, degli affetti.
RispondiEliminaNei primi anni della separazione, dopo la Caporetto della mia famiglia, arrivai a detestarlo.
Avevo scambiato lo strumento col problema, il termometro con la malattia.
Signor Minimo, vi auguro che torni il tempo in cui ci saranno dei cuori, degli affetti accanto a voi, a Natale
Uomo io alle favole non credo più ma ti ringrazio ugualmente.
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