Non ho finito. Sono lento, circospetto, dubbioso a volte, letteralmente sfinito in certe sere come questa. Penso anche che è meglio poca pubblicità e poco rumore. Mi chiedo in questi giorni cosa ho da offrire. Quello che scrivo? Quello che penso? Quello che non dico ma si intuisce? La mia meditata confusione? Il mio stato generazionale sui generis? Non ho finito, vorrei che non finisse mai. Finirà! Gli spazi che cerco hanno un timbro inconfondibile: mi attraversano e ricompongono le mie fibre ad un nuovo avvenire. Sono i latifondi dell'anima.
Bisogna sul serio sempre offrire qualcosa?
RispondiEliminaNon possiamo essere semplicemente noi stessi?
Chi avrà voglia di sedersi accanto a noi lo farà per ciò che siamo, non per quello che abbiamo da dargli.
C'è una sedia vuota da tempo accanto a me, forse devo fare un po' di autocritica...intanto il tempo scorre veloce.
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